Altri 77 nuovi casi di persone contagiate dal virus misterioso sono stati registrati in Cina. A riferirlo sono le autorità sanitarie di Pechino, che confermano un totale di 291 contagi e quattro decessi legati al coronavirus. Le autorità sanitarie hanno anche confermato la morte di una quarta persona, un 89enne, a Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei, dove si è sviluppato il focolaio del nuovo coronavirus.
Ed è allarme per l’espansione del virus fuori dai confini della Cina. Un uomo è stato messo in isolamento a Brisbane, in Australia, dopo aver manifestato sintomi simili a quelli provocati dal coronavirus. L’uomo era tornato di recente da una visita a suoi parenti a Wuhan.

Anche le Filippine stanno conducendo test sul loro primo possibile primo caso di infezione: un bambino di cinque anni è stato ricoverato con i sintomi dell’influenza dopo il suo arrivo nelle Filippine, il 12 gennaio, dalla città cinese di Wuhan. Il piccolo è stato sottoposto ad esami ed è risultato positivo a un virus, ma le autorità filippine non sono sicure sia lo stesso che finora ha ucciso quattro persone in Cina.

Il nuovo coronavirus, della stessa famiglia della Sars è trasmissibile da uomo a uomo. La conferma della temuta modalità di trasmissione inter umana, già ritenuta verosimile dal direttore Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità Gianni Rezza, è giunta da un rinomato esperto della Commissione della salute pubblica del governo cinese, Zhong Nanshan.
Cresce dunque l’allerta internazionale, a pochi giorni dal Capodanno cinese, e negli aeroporti sono scattati i controlli, incluso l’aeroporto di Roma Fiumicino con misure di monitoraggio e locandine informative per i viaggiatori. L’Oms convoca Comitato d’emergenza per domani. Parteciperà anche la Cina. Il comitato si riunirà per accertare se il focolaio di casi rappresenti un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla.
Il pensiero va infatti inevitabilmente all’epidemia di Sars che, secondo l’Oms, tra il 2002 e il 2003 fece registrare 813 decessi e 8.437 contagi in una trentina di Paesi: anche in questo caso alla base dell’infezione respiratoria era un coronavirus comparso in Cina. Gli esperti invitano però alla cautela nelle similitudini e invitano a non creare allarmismo, sottolineando come si tratti ora di un nuovo ceppo del virus.



 

“La probabilità di introduzione del virus nell’Unione Europea è considerata bassa, anche se – afferma il ministero della Salute – non può essere esclusa”. L’Italia, all’aeroporto di Fiumicino, ha 3 voli diretti con Wuhan, e numerosi voli non diretti. Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale, dunque, a Fiumicino è in vigore una procedura sanitaria per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aerei provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici e il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Spallanzani di Roma. Nell’aeroporto sono state anche affisse locandine informative. Da parte sua, l’Oms incoraggia tutti i Paesi a rafforzare la sorveglianza delle infezioni respiratorie acute ma, al momento, non raccomanda alcuna restrizione per i viaggi ed il commercio.

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