In passato, per bloccare la fecondazione dopo un rapporto presunto a rischio, si usavano grandi dosaggi di ormoni, talvolta anche alti dosaggi di estrogeni.

Successivamente, dagli anni ’70-’80 in poi, si iniziò a seguire il metodo Yuzpe che aveva però diversi effetti collaterali: nausea, vomito, mal di seno, mal di pancia.

Oggi, con la “pillola del giorno dopo”, i fenomeni collaterali sono sostanzialmente nulli, al massimo si sposta in avanti o indietro di qualche giorno la venuta del ciclo del mese successivo.

La “pillola del giorno dopo” dev’essere usare una tantum e, in ogni caso, prima possibile, dopo un rapporto presunto a rischio: se per esempio si rompe un preservativo o la donna ha dimenticato di assumere la pillola contraccettiva classica o ha subito violenza sessuale.

Con la liberalizzazione di questa pillola, si è ridotto decisamente il numero degli aborti volontari.
Per ricevere una giusta informazione sulla contraccezione di emergenza, sono di grande utilità i portali Smic, Mettiche e VediamociChiara.

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