Nonostante il prezzo d’accesso delle stampanti Laser sia notevolmente sceso nel tempo non c’è dubbio che la parte del leone la facciano ancora le stampanti a getto d’inchiostro. Il motivo è da ricercarsi prima di tutto sul prezzo che continua ad essere mediamente più basso e sull’ingombro che per le stampanti laser soprattutto per un uso domestico risulta essere impegnativo.

Vediamo insieme qual è la differenza di funzionamento di queste tecnologie.

 

Le stampanti a getto d’inchiostro

La componente principale di una stampante a getto di inchiostro è la testina. Questa si preoccupa di spruzzare piccole gocce di inchiostro sul foglio seguendo una linea retta. Quando arriva alla fine della propria corsa il foglio avanza e la testina parte a comporre la seconda linea. Il funzionamento replica in chiave moderna quello che facevano le vecchie macchine da scrivere di un tempo.

È evidente quindi che più piccole sono le gocce di inchiostro che vengono rilasciate sulla carta più alta sarà la definizione della stampa. Questo valore è misurato in DPI (Dots Per Inch, punti per pollice); più sono alti i DPI più sarà alto il numero di punti di inchiostro rilasciati ad ogni passaggio della testina. Più alta sarà quindi la risoluzione del documento che stiamo stampando.

Le testine riescono a muoversi in linea retta perché sono montate su un carrello che le posiziona correttamente in ogni istante della stampa. A seconda della tipologia di stampa le testine possono essere montate sul carrello (sono quindi fisse) o sulle cartucce di stampa.

 

Questa differenza a prima vista banale è da prendere seriamente in considerazione prima di acquistare una stampante a getto d’inchiostro. Tale scelta va fatta sulla quantità di stampe settimanali che stimiamo di produrre.

L’inchiostro infatti è composto di acqua e se le cartucce non vengono usate per molto tempo si secca sulle testine impedendone la stampa. Va da sé che se le testine sono fisse sul carrello l’operazione di pulizia o sostituzione può risultare più dispendiosa relativamente al costo di acquisto della stampante.

Se le testine diversamente sono installate sulle cartucce, se si dovessero sporcare basterà cambiare quest’ultime. È consigliabile comunque, indipendentemente dalla tecnologia di stampa posseduta, effettuare almeno una stampa a settimana.

 

Le stampanti laser

Tre sono le componenti fondamentali il laser, il tamburo fotosensibile e il toner.

Le cartucce toner rimangono fisse alla base della stampante. Questo permette, insieme al fatto che l’inchiostro delle stampanti laser è in forma di polvere e non liquida, di caricare molto più inchiostro rispetto alle stampanti a getto di inchiostro. La sostituzione del toner quindi è molto meno frequente, oltre che diminuisce di molto il costo per foglio stampato.

Non appena viene lanciata una stampa, il tamburo viene sottoposto ad una carica elettrostatica positiva.

L’immagine da stampare viene quindi elaborata riga per riga e il laser si preoccupa di togliere carica positiva nei punti da stampare. In pratica quindi la riga da stampare viene “ridisegnata” sul tamburo mediante zone caricate positivamente e negativamente.

Successivamente la carta viene caricata negativamente con una carica maggiore di quella precedente così non appena passa sul tamburo attirerà le particelle di polvere di toner che verranno fissate grazie ad un getto di aria calda.

Questo sistema garantisce una precisione e velocità di stampa al momento inarrivabile per la tecnologia a getto d’inchiostro.