Nell’articolo precedente abbiamo parlato della separazione consensuale, analizzandone, nel dettaglio, i particolari.

Il punto di partenza negli affidamenti è, invece, il principio di bigenitorialità, ovvero il diritto dei figli mantenere con tutti e due i genitori un rapporto di continuità ed equilibrio.

Questo è il motivo per il quale durante la sentenza di separazione il giudice dispone l’affidamento condiviso e non quello esclusivo, a meno che non ci siano delle condizioni che inducano a propendere per la seconda opzione.

E’ dunque sempre auspicabile un’intesa, per non far ricadere la decisione sui propri figli.

Quando questo, però, non accade si procede con l’affidamento esclusivo.

L’affidamento esclusivo può essere concesso dal giudice nell’eventualità in cui sussistano dei motivi gravi che stabiliscono l’inadeguatezza di uno dei genitori.

Il fine ultimo è la tutela del benessere fisico e psicologico del minore.

L’affidamento monogenitoriale 

Condotte, violenze ed assenze (come l’allontamento volontario dalla vita dei propri figli) sono le cause più comuni che portano all’affidamento esclusivo. Ma attenzione, l’affidamento esclusivo può anche essere chiesto dai genitori, a seguito del comune accordo in seno alla separazione consensuale.

Le conseguenze di un affidamento esclusivo

Se si è in procinto di separarsi in modo consensuale o se si è già da un pezzo intrapresa questa strada, è fondamentale rivolgersi a un avvocato competente.

In ogni caso, al genitore affidatario spettano numerosi diritti, ma egli ha ancora doveri esclusivi nei confronti dei figli. Niente di più rispetto a un genitore normale, con la sola differenza che in questo caso i diritti e i doveri non sono condivisi con l’altro genitore, proprio perché quest’ultimo viene considerato non in grado di ricoprire il ruolo in questione. Spetta al giudice di competenze decidere tutti i dettagli relativi al mantenimento, alle chiamate e alle visite.

Per saperne di più, leggi l’ approfondimento dell’Avv. Missiaggia:

Separazione consensuale e affidamento esclusivo: che cosa c’è da sapere