Cancro del pene, dell’orofaringe, dell‘ano, della vagina e della vulva: forme oncologiche più rare, ma associate a bassi valori di sopravvivenza. E che si possono prevenire

È una famiglia numerosa e varia, quella degli HPV, sebbene solo alcuni siano davvero cattivi. Gli Human papilloma virus sono infatti un gruppo di circa 200 ceppi, parecchi dei quali con una predilezione per la trasmissione sessuale, e una dozzina ad alto rischio oncogeno, cioè in grado di trasformare nel tempo cellule sane in tumorali. A danno non solo del collo dell’utero, contrariamente a quanto si ritenga in genere. E non solo delle donne.

Virus sessualmente trasmissibile, non solo nelle donne.

Secondo stime dei centri USA per il controllo delle malattie (ma i dati italiani sono molto simili), più del 90% degli uomini e dell’80% delle donne sessualmente attivi saranno infettati da almeno un tipo di HPV nella corso della loro vita.

Circa la metà di questi lo saranno da un HPV ad alto rischio oncogeno.

Ancora: secondo dati divulgati dall’NIH, i National Institutes of Health statunitensi,

5% di tutti i casi di cancro nel mondo sarebbe associato a un’infezione di HPV ad alto rischio

3% di tutti i casi di cancro tra le donne

2% di tutti quelli a carico degli uomini.

i tumori maschili HPV-correlati sarebbero in aumento e la loro incidenza attuale è del 30%. Questo aumento è maggiormente presente negli uomini omosessuali.

È chiaro quindi che, sebbene il tumore della cervice sia, tra le patologie oncologiche provocate da HPV, quella con i numeri di gran lunga più alti (tra i duemila e i tremila casi l’anno in Italia, 2.200 circa nel 2016), il virus è responsabile anche di altre neoplasie.

Il virus del papilloma infetta uomini e donne.

La ragione per la quale abbiamo sentito parlare per decenni soprattutto di tumori della cervice uterina è che da decenni abbiamo un test in grado di screenare la popolazione femminile per questa patologia, il Pap test. Ma sono in buona parte dovute a questo virus anche altri tipi di cancro, la cui incidenza è certamente inferiore a quella del cervicocarcinoma, ma che sono devastanti: parliamo di cancri della vagina e della vulva, del pene, dell’orofaringe, dell’ano

Nel 2015 l’HPV è stato responsabile del

47% dei 130 casi totali di cancro del pene rilevati in Italia.

40%  dei tumori della vulva e

70% della vagina

84% dei 700 casi contati di cancro dell’ano

36% dei 2.000 cancri dell’orofaringe

100% dei carcinomi del collo dell’utero che  sono stati 2.900

11mila lesioni precancerose, cioè cancri che grazie allo screening siamo riusciti a prevenire

70mila casi di condilomi, che non sono tumori, ma vanno comunque trattati. I

 

Tumori più rari, ma sopravvivenza più bassa.

Dai dati più recenti, risulta che nel nostro paese la mortalità a 5 anni

cancro della cervice è oggi del 24%

cancro del pene è dell’84%

cancro della vulva è del 76%

cancro dell’ano è del 89%

cancro dell’orofaringe è del 77%

La prevenzione primaria: la vaccinazione “gender neutral”.

Le cose miglioreranno col vaccino anti HPV inserito nei Livelli essenziali di assistenza ed esteso anche agli 11-12enni maschi (Dpcm del 18 marzo)

In Australia, un paese particolarmente efficiente nella prevenzione dell’HPV, hanno già registrato un calo del 90% dei condilomi, che – sebbene, come abbiamo detto, non siano tumori – rappresentano un indicatore dell’efficacia della vaccinazione

Fino a oggi abbiamo avuto a disposizione due vaccini contro il virus del papilloma: uno bivalente, che protegge contro i tipi 16 e 18, responsabili del 70% di tutti cervicoarcinomi e anche della maggior parte di tutti gli altri tumori correlati ad HPV, e uno quadrivalente, che protegge anche dai tipi 6 e 11, responsabili della maggior parte delle condilomatosi.

Entrambi hanno una efficacia elevata, specie se somministrati prima dell’inizio dell’attività sessuale, dicono gli esperti.

Il prossimo passo?

Il vaccino nonavalente, che verrà gradualmente inserito nei programmi regionali di vaccinazione e che proteggerà contro la maggior parte delle patologie oncologiche da HPV, di uomini e donne. Nel nonavalente abbiamo, per esempio, i tipi 31 e 52, che sono la causa in particolare del cancro dell’orofaringe e di quello del pene

La prevenzione secondaria avviene attraverso l’esecuzione di un thin prep delle zone corporee che possono essere colpite (cavo orale, ano, pene, vagina).

Quindi la campagna di screening sia per gli omosessuali che per gli eterosessuali uomini e donne è fondamentale.

 

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