Paul Simon mise in canzone il suono del silenzio, (ma il primo titolo aveva il plurale, The Sounds Of Silence), nel febbraio del 1964, a pochi mesi dall’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, che aveva smosso le coscienze di una nazione e suggerito a Paul l’atmosfera per il brano.

Delicata e nostalgica condotta dalla chitarra acustica, raccontava il senso d’impotenza e solitudine di chi si ritrovava come vecchia amica l’oscurità.

La registrarono il 10 marzo del 1964 e uscì in ottobre per il primo album di Simon e GarfunkelWednesday Morning, 3 a.m., ma l’insuccesso fu totale: meno di 2000 copie vendute.

Simon e Garfunkel così separarono le loro strade.

Per loro fortuna però, tra i produttori della Columbia, c’era anche Tom Wilson, che aveva prodotto e favorito la conversione elettrica di Bob Dylan. Subito dopo la registrazione di Like A Rolling Stone, il 15 giugno 1965 Wilson prese la registrazione acustica di The Sound Of Silence e aggiunse strumenti elettrici quali batteria, basso elettrico e chitarra elettrica.

Wilson ripubblicò il singolo, senza nemmeno avvisare Simon e Garfunkel. Cinque minuti prima di salire sul piccolo palco di un oscuro club di Copenaghen, un ormai sfiduciato Paul Simon, convinto di dover passare la vita tra un luogo anonimo e un altro, fu informato che The Sound of Silence era entrato in classifica e che probabilmente non si sarebbe fermato tanto presto.

Non si fermò, così come la carriera di Simon & Garfunkel, che tornarono insieme e ricominciarono a suonare.

Anzi cominciarono, visto che la loro carriera riprese l’apice del successo proprio il 17 gennaio del 1966, giorno in cui pubblicarono l’album con il titolo della loro canzone più importante, famosa e significativa, ma al plurale… Sounds Of Silence.

Sounds of Silence è un disco malinconico nel quale Paul Simon tocca i suoi vertici espressivi e la sua poesia viene esaltata al massimo livello dalla voce di Art Garfunkel.

Lo stile dei pezzi unisce le armonie vocali degli Everly Brothers con il cantautorato dei nuovi folksinger, come Bob Dylan.  Si crea una sospensione tra la nostalgia del passato e l’inquietudine per il futuro attraverso la commistione di stile rock con il folk. I due artisti, con questo album, hanno dato voce al mondo interiore dei giovani dell’epoca diventando l’album-simbolo di una generazione alla disperata ricerca della propria identità. In questo contesto rientrano anche le teorie sul significato della suddetta The Sound of Silence.

Paul Simon raccontò di aver scritto il singolo con l’intenzione di parlare con la semplicità delle melodie e delle parole dell’alienazione giovanile. “Avevo 21 anni, non ho scritto pensieri molto elaborati. Era pura rabbia adolescenziale – disse – ma possedeva un livello di verità che ha finito per toccare la sensibilità di milioni di persone”. Molti, nel corso degli anni, lessero nel testo un riferimento al disincanto e alla delusione nati dopo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, anche se gli autori hanno sempre continuato a ripetere che è un brano che “praticamente si è scritto da solo” e parla dell’incapacità di comunicare degli uomini e delle crisi adolescenziali.

Rispetto all’irruenza, al rumore del rock’n’roll anni ’60, le canzoni di Sounds of Silence sono più simili a delicate ninna-nanna o melodie che cercano di dare “suono” al “silenzio”. I temi ricorrenti del disco sembrano approfondire il passaggio dalla giovinezza all’età matura a partire dalla prima traccia, The Sound of Silence, sull’incomunicabilità, fino a April come she Will in cui si resta sospesi nell’attesa di un amore che probabilmente non tornerà.

La solitudine e l’incomunicabilità, poi, prendono maggior spazio in Blessed, in cui il protagonista si sente abbandonato anche dal proprio Dio, Somewhere they can’t find me o A Most Peculiar Man dove si sperimenta la fuga dagli uomini o da se stessi.

I temi dell’album sono profondi e tristi, raccontano la morte, le delusioni, l’emarginazione portando infine a esaltare la vita invitando ad ascoltare i silenzi come in Leaves That are green.

Nonostante il successo globale, per Simon&Garfunkel la vera fama arrivò qualche anno più tardi con Bridge Over Troubled Water e BookendsSounds of Silence resta un capolavoro unico e irripetibile per il taglio netto con le armonie e le tematiche più “leggere” del passato.

Mike Nichols, nel 1968, inserì The Sound of Silence nel film che stava girando con Dustin Hoffmann e Anne Bancroft: Il Laureato.

La canzone viene passata per tre volte nella pellicola, all’inizio, nella scena della piscina e nella scena finale. È la consacrazione definitiva di Simon&Garfunkel, mentre il brano entra di diritto nella storia della musica. In realtà il regista voleva che il duo realizzasse l’intera colonna sonora, ma i due artisti rifiutarono e, con il produttore musicale, si decise di usare solo una selezione di alcune composizioni, tra le quali vi è anche April come she will, anche questa contenuta nel secondo disco dei musicisti.

Giacomo Bloisi