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Oggi i ragazzi che si affacciano al mondo dopo la scuola hanno spesso difficoltà e confusione nella scelta del percorso più adatto per il proprio futuro.

I genitori fanno fatica a lasciare che i figli scelgano in autonomia la propria strada; oppure, non sono in grado di aiutarli a scegliere seguendo un reale desiderio e a scavalcare la paura di fallire.

Infatti, spesso i figli hanno desideri che non hanno il coraggio di esprimere perché difficili da realizzare e non sempre questo disagio viene percepito dai genitori.

Oppure, al contrario, sono gli stessi genitori a scoraggiare il figlio a fare delle scelte che prevedano sacrifici o possibilità di fallire.

Così, si arriva al paradosso che, per proteggere i figli dalle delusioni, non li si prepara ad affrontare nulla.

Il modo migliore per aiutare i ragazzi a trovare la loro strada è capire quali sono le loro inclinazioni.

A tal fine, bisogna dare ai figli il maggior numero di scelte possibili ma solo dopo che si sia selezionato l’ambito.

Ad esempio, se i ragazzi fanno esperienze di lavoro o volontariato, possono capire che cosa gli piace fare e cosa detestano. Imparano a relazionarsi con gli altri, a gestire e non subire l’autorità.

Esperienze di questo tipo servono per capire a cosa si è inclini, anche per stimolare la motivazione personale: se una cosa piace, si fa meglio, senza fatica e senza temere eventuali sacrifici o ostacoli che si possono presentare.

Esistono dei percorsi che devono essere fatti, sia all’interno delle famiglie che nella scuola.

Per non arrivare impreparati all’ultimo anno del liceo, sarebbe opportuno iniziare a programmare dei percorsi già dopo il biennio, facendo fare ai ragazzi il maggior numero di esperienze possibili, con la scuola o senza.

 

 

 

  1. Radio Antenna1