Il 36,3% dei pensionati italiani riceve ogni mese meno di 1.000 euro lordi, il 12,2% non supera i 500 euro. E’ la fotografia scattata dall’Istat. L’istituto di statistica definisce “ampia la disuguaglianza di reddito”. Nel 2018 la spesa totale pensionistica, inclusa la componente assistenziale, raggiunge i 293 miliardi di euro ovvero una percentuale del +2,2% su variazione annua.

Inoltre, prosegue l’Istat, per quasi 7 milioni e 400mila famiglie con pensionati i trasferimenti pensionistici rappresentano più dei tre quarti del reddito familiare disponibile e nel 21,9% dei casi le prestazioni ai pensionati sono l’unica fonte monetaria di reddito. La presenza di un pensionato all’interno di nuclei familiari considerati “vulnerabili”, ovvero genitori soli o famiglie in altra tipologia, consente quindi di dimezzare l’esposizione al rischio di povertà.



 

Insomma si tratta di un paracadute importante: si trova, infatti, in condizione rischiosa il 15,9% delle famiglie con pensionati, un dato elevato ma inferiore alle altre tipologie di nuclei. La pensione tiene meglio di altri redditi: in termini nominali l’importo è salito del 70% dal 2000, mentre i redditi medi dei lavoratori dipendenti – complici la crisi e il congelamento dei rinnovi contrattuali nel pubblico – si è limitato al +35%.

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