Sant’Angelo di Roccalvecce, piccola frazione di Viterbo sperduta e dimenticata nel magnifico scenario rurale della Teverina, è il cuore di un progetto artistico che vuole far rivivere questo vecchio borgo attraverso le fiabe più belle e conosciute, portatrici di messaggi universali.

Con la propulsione dell’Associazione Culturale Arte e Spettacolo (ACAS), per dare al paese un minimo di potenzialità attrattiva lo si vuole trasformare in un museo a cielo aperto dell’arte popolare. Così è nato Sant’Angelo il paese delle fiabe, un itinerario artistico composto principalmente da murales, ma anche da installazioni, sculture, bassorilievi, edicole, mosaici con un tema unificante: il fantastico, ovvero la favola, il mito e la leggenda, senza dimenticare comunque le radici culturali del luogo e la sua tradizione etrusca, cristiana e agricola.

 

 

Sant’Angelo di Roccalvecce, seppur non lontano né da Viterbo città né dal quel fenomeno turistico che sta diventando Civita di Bagnoregio, è tagliato fuori dalle principali arterie stradali ed è ormai scarsamente popolato. Non ha monumenti di interesse ed è difficile persino trovare delle notizie storiche su internet.

Per attirare qualche attenzione verso questo posto, c’era dunque bisogno di un’idea innovativa e coinvolgente, in grado di arrivare alle menti e ai cuori di tutti: cosa di meglio, allora, della fiaba, manifestazione del pensiero umano con cui si fa conoscenza fin dai primi anni delle nostre vite? Il progetto è ambizioso, ma una prima tranche è stata realizzata in tempo relativamente breve, ricorrendo all’autofinanziamento e al buon cuore degli artisti, nonostante le numerose e comprensibili difficoltà organizzative.

“L’intento principale – spiegano dall’associazione è quello di riscattare urbanisticamente il piccolo borgo con un progetto a impatto zero (nulla di nuovo è costruito: solo restaurato e abbellito), di rianimare l’economia locale e divenire, inoltre, un punto di riferimento per tutti gli artisti e artigiani della provincia e della regione (scultori, street artist, pittori, lavoratori della pietra, del metallo e del legno)”.

 

 

 

Altri progetti sono in cantiere per la riscoperta di siti naturalistici e del folklore locale. Il risultato? Due b&b aperti, il bar e il negozio di alimentari pronti a rinnovarsi, imprenditori dei paesi vicini che vogliono aprire attività. Un piccolo miracolo.