I disturbi del ciclo mestruale che si verificano più frequentemente sono l’amenorrea e la dismenorrea.

Per amenorrea si intende l’assenza di flusso mestruale da almeno 3 mesi:

Può essere:

– primaria, quando non è mai comparsa una mestruazione

– secondaria, quando si ha una cessazione dei flussi dopo un periodo in cui erano presenti più o meno regolarmente.

Le cause possono essere diverse.

Escludendo gravidanza, allattamento e menopausa, che comunque devono essere sempre prese in considerazione, l’amenorrea può essere causata da: anovulatorietà, da ovaio policistico o da cause ipotalamiche o ipofisarie, assunzione di farmaci psicostimolanti o antidepressivi, iperprolattinemia causata dai farmaci suddetti, o da stress eccessivo o da allenamento agonistico intensivo; poi ci sono cause anatomiche, l’amenorrea post-pillola e le cause genetiche.

La terapia consiste nell’ abbassare la PRL in base alla causa.

Per dismenorrea si intende una mestruazione particolarmente dolorosa.

Può essere:

– primaria, quando non si identifica una causa;

– secondaria, quando è individuabile una causa.

La primaria compare con i primi cicli ovulatori, quindi circa 1 anno dopo il menarca. Il dolore, associato a crampi e coliche, localizzato nella parte bassa dell’addome, sopra al pube, compare alcune ore prima del flusso, ma soprattutto quando il flusso  è iniziato; può essere associato a nausea, cefalea, vomito  e  diarrea.

La causa patogenetica della dismenorrea primaria è l’aumento delle prostaglandine a livello uterino che comportano un aumento dell’attività contrattile dell’organo con conseguente ischemia dello stesso.

La dismenorrea secondaria può essere la spia di patologie anche molto serie, tra cui l’endometriosi, spesso responsabile di infertilità; malattia infiammatoria pelvica, fibromi uterini, policistosi ovarica, IUD, stenosi del canale cervicale.

Pe quel che riguarda le terapie, nella dismenorrea secondaria è necessario agire sulle cause. Nell’amenorrea primaria, invece, si consiglia l’uso di antiinfiammatori non steroidei e soprattutto della pillola estroprogestinica, a maggior ragione quando si voglia associare  un mezzo contraccettivo. La pillola risolve il dolore nel 90% dei casi.

 

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