Il coronavirus ha dato il colpo di grazia anche al fragile equilibrio mondiale del tennis. La Itf, la Federazione mondiale, e la Atp/Wta, già faticavano ad andare d’accordo, il Covid-19 ha fatto saltare il banco. La pandemia ha portato infatti alla cancellazione di tutti i tornei e mentre i cosiddetti pesci piccoli se ne sono fatti una ragione, quelli grandi hanno alzato la voce pensando ai propri interessi. Tutto nasce con lo spostamento del Roland Garros: da fine maggio-inizio giugno come da tradizione, a fine settembre-inizio ottobre. Una decisione forte ma non condivisa con il resto del governo del mondo della racchetta.

Queste le reazioni. Atp e Wta hanno congiuntamente annunciato il prolungamento dello stop fino al 7 giugno (esattamente la data di quella che avrebbe dovuto essere la finale di Parigi), mentre l’Itf ha detto che si allineava al pensiero di Atp e Wta, sospendendo i tornei giovanili. Infine, l’intervento a gamba tesa degli US Open con la seguente dichiarazione ufficiale: “Per ora il nostro torneo resta confermato, ma siamo pronti a qualsiasi cambiamento. Che però deve essere condiviso, non unilaterale”.



 

In sostanza, New York contro Parigi. Wimbledon invece per ora resta alla finestra ben consapevole di rischiare molto, essendo in calendario a fine giugno. Al momento, gli inglesi si sono limitati a dire di avere in sostanza chiuso il circolo ai soci, aggiungendo di essere pronti a cancellare il torneo 2020. A spiazzare i britannici è stato il passo in avanti del presidente francese Bernard Giudicelli, il quale, travolto dalle critiche e per difendersi dall’accusa di egoismo, ha tirato in ballo il re di Parigi, lo spagnolo Rafa Nadal, dicendo che era stato informato tramite telefonata da Forget, ex tennista oggi direttore del campionato mondiale sulla terra rossa.

Il tutti contro tutti è destinato ad andare avanti. Le voci sono tante, così come sono tanti ed enormi gli interessi in ballo. Le nuove date del Roland Garros ad esempio collidono con la Laver Cup di Federer dove, secondo molti, anche gli statunitensi hanno investito. A questo punto, oltre a quella di Nadal, si attende anche la reazione del campione svizzero. Intanto, già si parla di boicottaggio. A meno che non sia ancora questo maledetto coronavirus a mettere tutti d’accordo, portando alla cancellazione dell’intero 2020 tennistico.

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