fbpx

 

La settimana da barzelletta del Napoli si chiude con uno squallido 0-0 contro un buon Genoa. Dagli sfoghi di De Laurentiis alle repliche di Ancelotti, fino al clamoroso rifiuto dei calciatori di andare in ritiro. Quest’ultimo, un fatto che non ha precedenti nel calcio italiano. Tutti contro tutti all’ombra del Vesuvio, uno scenario surreale, da commedia napoletana, da cinepanettone. Dopo l’anticipo del venerdi Sassuolo-Bologna 3-1, in questo sabato, oltre a quello del San Paolo, sono andati in scena altri due anticipi.

L’Inter al Meazza soffre ma piega il Verona in rimonta per 2-1 e per una notte si gode il primato in solitaria. Boccata d’ossigeno per il Torino e per Mazzarri: 4-0 granata a Brescia. Alle “Rondinelle” non ha giovato il cambio in panchina con Grosso al posto del licenziato Corini; e continuano a pesare le pessime prestazioni di Balotelli, anche oggi irritante.

“Napolveriera”. Tanti insulti, fischi e cori offensivi a Fuorigrotta. Così è stato accolto il pullman del Napoli quando i giocatori hanno raggiunto il San Paolo direttamente dalla sede del ritiro di Castel Volturno. “Vergognatevi”, “andate a lavorare”, hanno urlato i tifosi che si erano appostati all’esterno del sottopasso proprio per contestare la squadra. E poi, bordate di fischi quando i calciatori azzurri sono entrati in campo per la fase di riscaldamento. Stessa situazione all’ingresso ufficiale sul terreno di gioco, alla faccia dello speaker che si è sgolato inutilmente nella lettura della formazione partenopea. In precedenza, dolore e passione. Il caos e la contestazione che da giorni attraversa il pianeta Napoli calcio, vede anche la presa di posizione dei club organizzati, non gli ultrà che hanno già mostrato la loro linea dura, ma la tifoseria organizzata che chiede a tutte le componenti un passo indietro per ricompattare l’ambiente, per riprendere ad appassionarsi col pallone. Un appello accorato da non trascurare, anzi (nelle foto: alcuni striscioni apparsi al San Paolo).

Come se non bastasse, non vanno trascurati nemmeno gli episodi di cronaca. Venerdi sera la sua villa è stata svaligiata dai ladri e oggi la moglie di Allan si è sfogata sui social. Il centrocampista del Napoli è uno dei giocatori finiti nel mirino dei tifosi nel caos che regna in casa Napoli. Un’arrabbiatissima Thais sui social ha scritto: “Credo che adesso si stia davvero esagerando e io non ne posso più, prima mio marito viene attaccato non per quello che fa in campo, ma per presunte accuse create ad arte da chi vuole distorcere la verità. E poi io vengo ogni giorno insultata sui social con parole offensive e anche di persona mentre faccio la spesa. Adesso questa paura enorme del furto in casa. Gente che entra nascosta in casa nostra in pieno giorno, con me da sola a casa, poi mettendo caos sporcando tutto nella stanza dei bambini, la nostra intimità violata. Miei figli che piangevano terrorizzati! Da quando siamo arrivati a Napoli siamo stati accolti benissimo, ma ora la gente non può usare notizie false per fare così a una famiglia con bambini, questo non è calcio, questo non è tifo!”. Un grido d’allarme preoccupante; un altro segnale da non trascurare.



 

La partita. Il Napoli di Ancelotti si è perso, lo conferma questo 0-0 contro il Genoa maturato, come detto, in un clima surreale al San Paolo, tra calciatori fischiati e poco sostegno alla squadra. Thiago Motta strappa così un buon punto, anche se con un po’ di coraggio in più i rossoblù avrebbero addirittura potuto puntare al colpaccio. Tra i migliori in campo il portiere rumeno rossoblu Radu che nel finale piazza la perla della serata respingendo proprio sulla linea un colpo di testa di Elmas. E per il Napoli la crisi continua. Non sono da escludere nuovi clamorosi sviluppi nella commedia che ha come protagonista sempre lui: ADL, Aurelio De Laurentiis. Ecco perchè tempo fa stigmatizzammo il suo sfogo contro gli arbitri: i problemi del Napoli sono all’interno, non all’esterno. Problemi creati spesso dal produttore cinematografico. Ditegli che il calcio non è il cinema.

L’Inter batte 2-1 il Verona al Meazza e si gode il primato in solitudine in attesa di Juventus-Milan. A San Siro decide Barella con un tiro da tre punti a pochi minuti dal termine. Inter comunque brutta, da salvare soltanto la bella reazione dopo il vantaggio gialloblu firmato da Verre su calcio di rigore. I nerazzurri soffrono molto prima di ribaltare la bella Hellas di mister Juric. Con gli attaccanti interisti in serata no, ci pensano Vecino e appunto l’ex Cagliari a firmare la rimonta. Un successo che lenisce parzialmente la delusione di Dortmund in Champions; stavolta rispetto al match col Borussia è stata l’Inter a ribaltare l’avversario. E rispetto al post partita in terra di Germania, stavolta Antonio Conte non piange, ride. Oggi dal tecnico salentino solo belle parole per tutti: “31 punti in 12 partite, un’impresa. Grazie ai giocatori. Arriviamo alla sosta con grande entusiasmo. Alla settima partita in 20 giorni l’abbiamo ribaltata con grande intensità”. Poi la dedica alla sua adorata figlia Vittoria che compie 12 anni: “Con questi 3 punti la festeggio ancora più serenamente, avessimo pareggiato o perso mi sarei sforzato comunque per lei, ma così è ancora più bello. E andiamo alla sosta con grande entusiasmo e morale”. In pratica Conte diventa “lacrima” solo quando l’Inter perde o stecca.

Tags: calcio, conte, Genoa, Inter, Napoli, san paolo, serie a, Verona


  1. Radio Antenna1