Ancora un cambiamento nel tempo di quarantena, e tempi duri si prospettano per chi decide di andare in giro non per i motivi scritti nel Dpcm. Infatti, cambia ancora in modulo per l’autocertificazione degli spostamenti. Lo ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli. Su questo, ha spiegato, “sono state fatte ironie, ma cambiano le disposizioni e noi dobbiamo aggiornare il modulo, anche per rispondere ai quesiti che arrivano dai cittadini. Gabrielli ha poi aggiunto: “La stragrande maggioranza è rispettosa dei divieti, ma c’è un’altra parte che forse non è consapevole dei rischi o è allergica ai divieti e si comporta in maniera negativa”.

Ma cosa cambia con il nuovo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale? Si passa dalla sanzione penale a quella amministrativa. Per chi è sorpreso a violare le prescrizioni anti-contagio, scatta una multa che va da 400 a 3000 euro; sanzioni aumentate di un terzo se «mediante l’utilizzo di un veicolo». Restano in vigore, invece, le gravi sanzioni penali per chi fosse positivo al tampone e abbia violato coscientemente la quarantena. Il reato è serio: procurata epidemia colposa. Si rischia da 3 a 12 anni di carcere.



 

Che cosa accade invece per tutti quelli che sono stati denunciati finora? Dai dati ultimi del ministero dell’Interno, sono ben 115.138 i denunciati, a fronte di oltre due milioni di controlli. Ebbene, anche per le vecchie denunce si passa alla sanzione amministrativa. I «furbetti» della passeggiatina dovranno pagare una multa di 200 euro, metà della sanzione minima.

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