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“Che facciamo adesso? Aspettiamo Godot”: è il refrain che più volte ripetono Estragone e Vladimiro in uno dei più celebri testi di Samuel Beckett, composto alla fine degli Anni ’40 dopo il 2° conflitto mondiale e la bomba atomica in Giappone e andato in scena la prima volta nei primi di gennaio del 1953 nel Thèatre de Babylone di Parigi. Un titolo, Aspettando Godot, che nel linguaggio corrente è diventato pure un modo per esprimere con quel gerundio del verbo aspettare, che qualcosa o qualcuno tarderà a giungere, non che non arriverà mai e che in tanti si sono scervellati a indicarlo come Dio, il Destino, la Morte.

LINK EVENTO: Aspettando Godot

  1. Radio Antenna1