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Il percorso dei The Doors fu corto, ma sufficiente per consacrarli tra i principali nomi del rock'n'roll e il talento poetico e la ribellione di Morrison furono fattori decisivi per la singolarità del gruppo.
I Doors furono composti nel turbolento anno del 1965. La guerra del Vietnam era esplosa un anno prima e i giovani nord-americani protestavano come potevano. In una delle classi del corso di cinema dell'Università della California (UCLA) studiavano Jim Morrison e Ray Manzarek. Jim non voleva essere un cantante ma vedeva la musica come una potente arma per rendere pubblici i suoi testi e i suoi poemi. Ray Manzarek era invece un pianista di formazione classica. Entrambi ebbero l'idea di formare una band. Su questa unione esiste una leggenda che dice che, dopo che Morrison recitò i versi del poema 'Moonlight Drive', Ray, colpito dalla performance di Jim, ebbe l’idea di formare un gruppo con lui. La coppia cominciò a cercare altri membri. Apparirono quindi John Densmore e Robert Krieger. John scelse la batteria e Robert la chitarra e, insieme a Morrison alla voce e Manzarek alla tastiera, formarono i The Doors. Un dettaglio: la band decise di non avere un bassista cosa che, in un gruppo di rock, è poco comune.
Il nome The Doors venne da una parte di un poema di William Blake: "quando le porte della percezione si apriranno, l'uomo vedrà le cose come stanno veramente: infinite". Morrison era fan di Blake e molti dei suoi pensieri sono espressi nei testi del musicista. Con la band formata, il quartetto cominciò a lavorare presentandosi in piccoli club e aprendo concerti per artisti più conosciuti, come Frank Zappa. In poco tempo riuscirono a registrare una demo e andarono alla ricerca di un contratto con qualche studio di registrazione. Dopo alcuni rifiuti, riuscirono ad ottenere il primo con la Elektra Records. Contratto firmato, era ora di lavorare. I membri della band cominciarono a comporre e, in poco tempo, era pronto l'omonimo album, lanciato nel 1967. The Doors fu il grande trionfo della banda e fu aggiunto nel gruppo speciale dei grandi album, quelli che furono rivoluzionari, imprescindibili per il rock'n'roll. L'album è ombroso, caotico e perturbante. Mentre i Beatles e i Rolling Stones facevano canzoni sull'amore, i Doors convergevano su temi negativi, verso il lato oscuro dell'esistenza umana. Il risultato del miscuglio di jazz, blues e rock nei Doors è sorprendente. 'Break On Through' è uno dei principali singoli dell’album. E' una canzone piena di energia, danzante, che ha come punto forte la performance di Manzarek alla tastiera. Si evidenziano anche la sensuale 'Light My Fire', una delle principali hit della band, e 'The End', canzone che generò molta polemica. La canzone, che è lunga 11 minuti - simile alle canzoni di rock progressivo — fu inclusa nella colonna sonora del film Apocalypse Now (1979), di Francis Ford Coppola (che fu compagno di classe di Morrison e Manzarek alla UCLA). I Doors riuscirono già nel lavoro di debutto a creare un capolavoro. Il successo arrivò in maniera strepitosa e la band lasciò il posto di gruppo alternativo per diventare fenomeno negli Stati Uniti.
Approfittando della fase di ascesa, lanciarono ancora nel ‘67 il loro secondo album, Strange Days. Il disco seguiva una linea musicale simile a quella del disco precedente e i testi restarono oscuri. 'People Are Strange', 'Moonlight Drive' e la canzone-titolo dell'album sono le più evidenti. In questo periodo del lancio di Strange Days, i Doors stavano passando un momento di transizione, smettendo di suonare in bar e piccole case di concerti per arrivare nelle grandi sale di spettacoli e stadi. All'inizio del ‘68, la band andava a pieno ritmo. Waiting for the Sun fu lanciato e Jim Morrison era già popolarmente conosciuto come il "Re Lucertola". Il fatto si deve grazie al pezzo della canzone 'Not to Touch the Earth' in cui Morrison dichiara: "I am the Lizard King/I can do anything" (Sono il Re Lucertola/Posso fare qualunque cosa). Nonostante la canzone 'The Unknown Soldier' — una critica alla Guerra del Vietnam —, Waiting for the sun é un disco più positivo, più ottimista dei precedenti.
I The Doors raggiunsero la cima del successo. Morrison si affermò come grande leader nelle performance e simbolo sessuale e la banda era elogiata dappertutto per il suo talento e la sua originalità. Il gruppo organizzò quindi il suo primo grande tour — nonchè unico — Hello, I Love You, che passò in Inghilterra, Olanda, Germania e altri paesi. Il rapporto di Morrison con il successo iniziò a creare problemi. Il suo comportamento era imprevedibile. Saliva sul palcoscenico alcolizzato, insultava la platea, creava attrito con i membri del gruppo, finché - a maggio del 1969, in un concerto a Miami - il cantante fu arrestato per atti osceni e disordini (Morrison fu accusato di mostrare alla platea il suo organo genitale). A causa di questo episodio i Doors subirono vendette nei palcoscenici nord-americani. Dopo la confusione, la band lanciò The Soft Parade (1969) che non fu un gran lavoro. La linea blues/rock fu modificata in una delle canzoni orchestrate e l'album soffrì gli eccessi di produzione. Ma fu con l'ottimo Morrison Hotel (1970) che i The Doors tornarono alla fama musicale conquistata con i loro due primi dischi. 'Roadhouse Blues' e 'Waiting for the Sun', le canzoni che aprono l'album, sono un vero piacere per i fan. In questo album, i Doors tornano alla formula blues/rock che li aveva consacrati. In seguito venne l'album live Absolutely Live (1970) che, oltre ad alcune hits conosciute, presentava anche canzoni inedite. Ma anche con il successo di Morrison Hotel, la band non riusciva più ad avere un rapporto tranquillo. Jim abusava delle droghe e dell'alcol, debilitando la sua voce e tenendo un comportamento instabile. Nonostante i problemi, produssero e registrarono L.A. Woman, lanciato ad aprile del 1971; come il suo predecessore, anche questo fu un grande successo.
Morrison, esauto dall'etichetta di rock star e di tutta l'adulazione e persecuzione della stampa, andò a Parigi con sua moglie con l'intenzione di fuggire un po' dagli spalti. Non tornò mai più. Il 3 luglio del 1971, sua moglie Pamela, tornando all'albergo dove erano ospitati, vide Morrison morto in vasca. Era la fine di un talento e l'inizio del mito. La morte di Morrison è un mistero. Soltanto il medico legale e sua moglie videro il corpo, che generò molti dubbi sulla morte del cantante. La perizia dichiarò un attacco cardiaco come responsabile del fatto, cosa che in quel periodo causò molti dubbi sulla sua veridicità, soprattutto da parte dei fan più affascinati da Jim. Tra fatti e voci, il fatto incisivo è che i The Doors persero prematuramente il loro frontman.
La banda cercò di continuare senza Morrison, lanciando Other Voices (1971) e Full Circle (1972), ma dopo il secondo conclusero le attività. Da quel momento in poi compilation, tributi e greatest hits furono collocati sul mercato; ci fu pure un album postumo, An American Prayer (1978). Nel 1991 uscì il polemico film di Oliver Stone, The Doors, in cui Val Kilmer incarnò Jim Morrison. Il film, nonostante il successo, ebbe critiche negative soprattutto da parte di Ray Manzarek, che dichiarò alla stampa che il lungometraggio aveva esagerato nell'idea di mito su Morrison. All'inizio del 2000, Ray Manzarek e Robert Krieger arruolarono la voce della band The Cult, Ian Astbury, per essere il frontman dei Doors in un tour "revival". L'ultimo incontro della coppia era stato nel 1993, quando entrarono nel Rock and Roll Hall of Fame. A molta gente non piacque il "nuovo" Doors. E allora? I The Doors divennero eterni come la band della rivoluzione culturale americana, simbolo della contro-cultura, dell'oscuro esistenziale. I Doors saranno sempre un riferimento musicale e Jim Morrison l'eterno porta ribelle. Le porte furono aperte: i The Doors sono infinito.
Di Leonardo Cássio