Bryan Ferry nacque in Inghilterra, e diventò una realtà nella musica pop, con un tocco speciale di eleganza, cominciando dai suoi capi impeccabili, ed arrivando alle sue canzoni coinvolgenti, diafane e romantiche. La voce, soffice e sensuale completava il giusto tono. Conosciuto leader carismatico del gruppo inglese "Roxy Music",
lavora ancora oggi con i "Roxy" o nella sua carriera da solista. Uno dei suoi maggiori successi è il tema del film cult caliente 9 ½ Settimane d'amore, la canzone 'Slave to Love'. Bryan si laureò in arti nell'Università di Newscastle, nell'Inghilterra del nord, e diventò professore di ceramica a Londra, ma il suo destino era quello di diventare una star.
Mentre andava ancora all'università, formò un gruppo chiamato "The Banshees", più tardi si unì alla banda di jazz, "The Gas Board", dove conobbe il bassista Graham Simpson.
Ferry e Simpson formarono i "Roxy Music" nel 1970.
Il successo venne solo con il passare del tempo, e la band diventò uno dei nomi più importanti del glam rock e dei cosidetti 'new romantics'.
Ma Bryan oltre al gruppo trovò spazio per cominciare un lavoro parallelo come solista con molto successo. Il suo primo disco da solista uscì nel 1973, battezzato These Foolish Things, e consisteva in covers molto ben fatte, di classici del rock degli anni 60, come "Simpathy for the devil" dei Rolling Stones, e "You won´t see me", dei Beatles.
I Roxy Music andavano molto bene, ma lui si avventurò nuovamente in un'esperienza da solista nel 1974, con il disco, "Another Time, Another Place", con un'altra collezione di covers, come "Smoke gets in your eyes", e, "You are my sunshine".
La sua terza avventura da solista fu nel 1976, "Let´s Stick Together", e per variare un po', presentava oltre alle covers, canzoni mixate e rimodellate dei "Roxy Music". Nel 1977 fece finalmente il suo primo lavoro con composizioni proprie, "In your Mind". Nel 1978 produsse un altro disco con canzoni scritte da lui, ma senza perdere la mania delle covers.
La musa ispiratrice dell'album, fu Jerry Hall, (futura di Mick Jagger) modella in vari video e foto con il cantante, ma la storia con lei finì male. Bryan aveva la fama di uscire con belle donne, e tutte finivano per essere utilizzate come modelle nei suoi video. Ma quando Ferry era fuori per un tour, Jerry lo tradì con Mick Jagger e lasciò Bryan per restare con lui nel 1977.
Bryan non commentò mai il caso con la stampa e non gli piace parlare di questo.
Il risultato fu l'album del 1978," The Bride Stripped Bare", liberamente ispirato nella sventura romantica.
Le persone dei "Roxy Music" erano disperse, ognuno si occupava del suo progetto personale.
Bryan si riprese dal trauma emotivo con Jerry Hall e finì per sposarsi ed avere quattro figli con Lucy Helmore, oltre a continuare, nel frattempo, il suo lavoro da solista, che fu presentato nel 1985, e che fu considerato il suo primo
disco “ufficiale†dopo la fine del Roxy.
"Boys and Girls", fu numero uno nella classifica britannica. Nel 1987, un altro lavoro, "Bete Noire" ebbe la partecipazione
del virtuoso chitarrista degli Smiths, Johnny Marr, ma passò inosservato.
Con la carriera un po' in declino, si riunì con alcuni membri dei "Roxy" e tutti decisero di dare una mano al collega registrando nuovamente, per il disco da solista di Ferry. Nel 1993, uscì il disco "Taxi", seguito da "Mamouna" del 1994,
che entrarono nella collezione di dischi in cui Bryan interpretava varie covers, non presentando quindi, niente di nuovo. Dopo questo album, si fermò e tornò solo nel 1999, lanciando con il gruppo quello che sarebbe stato il rilancio sia per Bryan che per i "Roxy Music". La collezione "More than this: The best of Bryan Ferry and Roxy Music", che conteneva anche la cover "Jelous Guy", in omaggio a John Lennon, diede a Ferry uno dei maggiori successi della sua carriera, raggiungendo la posizione numero uno in Inghilterra.
Ancora nello stesso anno, preso dal successo del lavoro precedente, lanciò un'altra raccolta, questa volta composta da classici degli anni 30, "As Times Goes By", prodotto con la collaborazione di Brian Eno, che era dei Roxy e che divenne uno dei maggiori produttori degli anni 90, responsabile per successi come "Achtung Baby" degli U2, tra altri.
Come se non bastasse l'eterna mania di registrare covers, si unì a questa quella di lanciare raccolte.
Nel 2000, fu lanciato "Slave to Love: Best of the Ballads", una nuova compilation con i suoi maggiori successi, tra cui, il rifacimento della canzone che dava il titolo alla raccolta "Slave to Love".
Nel 2002, anche con la partecipazione di Brian Eno, il disco "Frantic", portò un mix delle canzoni inedite e... altre covers. Attualmente Bryan sta lavorando sul suo prossimo lavoro da solista, secondo alcune voci, esistono molte canzoni catalogate che non sono mai state registrate e che potrebbero far parte del suo nuovo disco.
Da Giseli Miliozi
