Il romanzo di Dumas Fils, capolavoro della letteratura francese dell’Ottocento, è un viaggio nel profondo dell’animo umano, che restituisce un’immagine del mondo vividamente controversa.

Metterlo in scena, oggi, vuole essere un tentativo di riacquistare, attraverso la fascinazione del palcoscenico, i valori della parola poetica, con l’auspicio che riesca ad imporsi su altri linguaggi che dicono e spiegano, ma non insegnano il senso.

Attraverso l’azione drammatica che avvinghia i personaggi della storia, s’intravede anche l’indissolubile legame economico, che costringe i personaggi a condividere un unico spazio vitale. In questo mondo il denaro trasforma la fedeltà in infedeltà, l’amore in odio, la virtù in vizio, il vizio in virtù, il servo in padrone, l’insensatezza in giudizio e il giudizio in insensatezza.

 




 

“Dipingere la gente come la vedo e come la conosco”, scriveva Van Gogh al fratello Theo.

E questo ha a che vedere con il teatro, con il cinema, con la letteratura e con il realismo di Alexandre Dumas che voleva descrivere la realtà che vedeva e conosceva.

Più info: http://www.teatroquirino.it/eventi/la-signora-delle-camelie-2018-02-27/

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